Aprire una piadineria

Aprire una piadineria

Piatto tipico della tradizione romagnola, la piadina ha conquistato gradualmente consensi in tutta Italia, uscendo addirittura fuori dai confini nazionali. Oggi si possono trovare piadinerie addirittura a Berlino o a Parigi, nonché in ogni Regione italiana. La popolarità di questo sandwich nostrano è legata alla sua facilità di preparazione, alla possibilità di personalizzare la farcitura e alla simpatia dei locali, molti dei quali possiedono l’accoglienza ed il calore caratteristici della Romagna.
Decidere di aprire una piadineria può quindi rivelarsi una proficua idea imprenditoriale, soprattutto se l’attività è collocata in una zona ad alto afflusso turistico o in un’area particolarmente frequentata. Ma quali sono i passi da compiere per avviare questo progetto?

Partire dalle basi: la conoscenza del prodotto

La piadina è un prodotto apparentemente semplice da preparare, ma come tutti i piatti tradizionali richiede passione, competenza e rispetto delle usanze tipiche, sempre che non si voglia proporre un’imitazione piatta e commerciale.
Se non si ha avuto l’occasione di vivere nel contesto originario romagnolo, apprendendo l’arte della preparazione delle piadine fatte in case dalle nonne o dalle mamme, si possono seguire dei corsi specifici. La formazione sarà utile per apprendere al meglio come preparare l’impasto sia seguendo la ricetta originale, sia apportando variazioni a seconda delle esigenze dei clienti. Sarà infatti possibile proporre piadine speciali per vegani, per celiaci o con farine particolari e per andare incontro alle richieste di chi preferisce solo prodotti biologici.
Inoltre, la frequenza di corsi, laboratori, workshop ed esibizioni culinarie, consentirà di sperimentare nuove combinazioni, al fine di integrare gli ingredienti tipici della piadina (ossia sale, farina, acque, strutto o olio) con le particolarità regionali dove verrà aperta la piadineria.

Quanto costa aprire una piadineria

Se si decide di aprire una piadineria procedendo in maniera del tutto autonoma (e quindi non rivolgendosi ad un franchising), si dovranno includere diverse voci di spesa nell’investimento iniziale del progetto.
Tra i costi di avvio occorre inserire quelli relativi all’affitto dei locali e del magazzino dove conservare i prodotti, nonché le spese per la ristrutturazione degli ambienti e l’acquisto degli arredi, per un totale di circa 20 mila euro. A questa somma, va aggiunto l’importo per i macchinari, che comprendono la macchina fila-pasta, l’impastatrice, i frigoriferi e la cassa munita di lettore per le carte di credito. Tutto questo può raggiungere la cifra di 10 mila euro.
Inoltre, occorrerà aggiungere le spese per i primi prodotti, per il disbrigo delle pratiche burocratiche e per le operazioni di marketing pubblicitario. Considerando che queste ultime tre voci di spesa possono ammontare ad altri 10 mila euro, l’investimento iniziale per avviare il progetto raggiunge i 40 mila euro.
Diverso è il caso di chi si affida alla soluzione del franchising: l’azienda madre fornirà assistenza amministrativa, macchinari, arredi e materiale pubblicitario, consentendo al gestore della piadineria di investire un importo iniziale di circa 15 mila euro.

Le pratiche amministrative per aprire una piadineria

Così come tutti gli esercizi commerciali che distribuiscono bevande o cibo, per condurre una piadineria occorre ottenere l’abilitazione per la somministrazione e manipolazione di alimenti. Si tratta di operazioni delicate, che per questo motivo sono soggette a delle normative specifiche. Sarà quindi necessario seguire un apposito corso professionale che prepara al trattamento alimentare, conseguendo un attestato di frequenza. Un diploma rilasciato dalla scuola alberghiera o un certificato rilasciato dai corsi SAB sarà sufficiente per gestire la piadineria.
La conformità alle disposizioni igienico-sanitarie è altrettanto importante e per questo il personale dell’attività dovrà frequentare l’apposito corso HACCP, finalizzato ad informare circa le normative sulla sicurezza alimentare.
Relativamente all’iter burocratico, il titolare del negozio dovrà aprire una Partita IVA e finalizzare l’iscrizione al registro delle imprese, per poi depositare presso il Comune la comunicazione di inizio attività. I passi seguenti consistono nel regolarizzare le posizioni previdenziali ed ottenere le autorizzazioni per l’esposizione dell’insegna.

Come predisporre il locale

Per creare una piadineria non occorrono spazi particolarmente ampi. Bisogna infatti considerare che una buona parte dei clienti consumerà il prodotto in piedi o fuori dal negozio, per cui sarà essenziale curare gli aspetti logistici, in modo tale da facilitare la fase di accoglienza, attesa, consegna delle piadine e pagamento. Ciò non toglie che sarà possibile predisporre anche tavolini e sedie all’interno del locale, che potrà occupare una superficie tra i 30 e i 50 metri quadri. Possibilmente, l’atmosfera dovrà essere intima, tradizionale e “rustica”, in linea con la genuinità dei prodotti offerti.
Al fine di dimostrare l’autenticità della piadina, è raccomandabile preparare il prodotto di fronte ai clienti, senza creare quindi una separazione tra la cucina ed il locale. Non va dimenticato che la struttura dovrà essere munita di una canna fumaria con annesso un sistema di filtraggio.
Sulle pareti e all’esterno del locale dovranno essere affissi dei pannelli o delle lavagne con il menu e la lista delle piadine disponibili, con descrizioni che dovranno essere invitanti e possibilmente tradotte in più lingue.

Impostare un’operazione promozionale efficace

Quando si decide di aprire una piadineria, occorre scegliere un nome simpatico al quale associare un logo facile da ricordare, per poi creare un’insegna ben visibile. Le denominazioni più efficaci sono quelle che si ricollegano alla tradizione culinaria o che presentano il nome del gestore del negozio.
Al fine di aumentare la visibilità della piadineria, sarà utile creare un sito internet ufficiale, che dovrà essere dotato di contenuti aggiornati ed accattivanti: i menu, le offerte speciali, una galleria di foto e video, commenti positivi dei clienti ed una mappa con delle chiare indicazioni su come raggiungere il locale. Questo sito potrà essere collegato ai social più utilizzati, una soluzione che consentirà di entrare in diretto contatto con gli utenti grazie ai messaggi e alle chat.
Inoltre, occorrerà stampare del materiale pubblicitario, che comprenderà volantini, brochure, menu e biglietti da visita, colorati quanto esaurienti dal punto di vista delle informazioni. La creazione di annunci per la radio e spot da veicolare in televisione e su internet completa la strategia pubblicitaria, con contenuti che dovranno essere aggiornati periodicamente.

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